venerdì 13 gennaio 2017

Newsletter SICILIAMIGRANTI - Dicembre 2016

● Ancora morti e dispersi nel Canale di Sicilia, ma la Fortezza Europa rafforza il controllo armato delle frontiere
● Il futuro sospeso dei minori stranieri, tra sovraffollamento, promiscuità e attese infinite
● Richiedenti asilo imprigionati nei paesi di frontiera: il fallimento del sistema Hotspot 
● Messina. Stanziati 1.932.000 euro per l'allestimento di una tendopoli alla ex caserma Gasparro
● Info e contatti

Invisibili buoni da sfruttare

Dopo due mesi siamo tornati a Campobello di Mazara per verificare le condizioni dell'accampamento nell'ex oleificio e dei migranti rimasti in cerca di lavoro. Siamo stati contattati da due giovani africani che ci hanno detto di essere stati lasciati ancora una volta nell'abbandono più totale da una politica cieca, da una cittadinanza sorda ai richiami di sostegno e da tanta voglia di sfruttamento da parte di chi ha alberi di mandarini da far fruttare. 
L'ex oleificio confiscato alla mafia, a Campobello di Mazara - Ph. Alberto Biondo

giovedì 5 gennaio 2017

Minori in tendopoli e hotspot. I casi di Pozzallo, Augusta, Catania e Messina

Il 2016 si conclude con altri arrivi, morti, dispersi. Il 2017 si apre con la proposta di nuovi centri di detenzione ed ulteriori limitazioni della libertà di movimento per i migranti. Le politiche criminali della Fortezza Europa necessitano sempre più di nuovi discorsi e pratiche di memoria e solidarietà attiva. Il 24 dicembre sono sbarcati a Pozzallo 111 migranti, ma la cronaca dà conto solo dell’immediato arresto dei due presunti scafisti, che fa salire a 200 quelli fermati nel 2016 in provincia di Ragusa. 

L'hotspot di Pozzallo - Ph. Lucia Borghi

domenica 1 gennaio 2017

Non perdiamo la speranza e la forza di essere presenti

E' finito il 2016 e rileggendo alcuni report dell'anno appena trascorso mi sono imbattuto nell'ultimo report scritto nel 2015 dal titolo: “Per fortuna è finito il 2015”.
Non possiamo riproporre il titolo cambiando la data perché il 2016 è stato ancor più mortifero e le dinamiche si sono ripetute e sono anzi divenute ancora più violente rispetto al 2015.
I numeri delle stragi quotidiane sono terribili, i dati ufficiali parlano di più di 5 mila morti, mai come quest'anno si è ucciso in mare, e questi numeri non rendono giustizia di tutti i morti che facciamo prima e dopo il mare.

sabato 24 dicembre 2016

Anche l'immondizia si mette nei sacchi neri

Venerdì 16 dicembre siamo stati al porto di Palermo per dare il benvenuto ai 388 migranti che hanno vinto la morte e sono arrivati a bordo della nave militare spagnola Navarra. Insieme alle persone soccorse c'era anche una salma. Fino al momento dell'arrivo a Palermo della salma non si è avuta notizia fra gli operatori pronti a supportare lo sbarco. Probabilmente questa persona trasferita a terra dentro un sacco nero - che è stata accolta dalla benedizione del sempre presente missionario comboniano - è morta dopo il salvataggio in mare, durante l'arrivo a Palermo. Era affetta da diabete e, sottoposta a stress psico-fisico e a condizioni inumane, non è riuscita a vincere una lotta impari e la morte ha vinto ancora una volta, con l'aiuto delle politiche europee.


giovedì 22 dicembre 2016

Messina: una megatendopoli per migranti nella ex caserma 'Gasparro'. Il bando già sulla Gazzetta Ufficiale. Appalto da 1.932.000 euro. E intanto…


Qualche mese ancora e l’ex caserma “Gasparro” di Messina (rione Bisconte) sarà trasformata in uno dei maggiori centri in Italia per l’“accoglienza” forzata dei migranti in attesa che le autorità decidano su una loro eventuale ricollocazione in altre strutture per richiedenti asilo in Europa o – per la stramaggioranza di essi – la deportazione manu miliari ai paesi d’origine. Decine di tende e container saranno installati accanto all’edificio della “Gasparro” dove da tre anni circa sono stipati contemporaneamente sino a 200 giovani migranti, consentendo di triplicare e forse quadruplicare il numero degli “ospiti” e riprodurre a due passi dal centro storico della città dello Stretto il famigerato e fallimentare modello “Mineo” della malaccoglienza.

Ph. Enrico di Giacomo - stampalibera.it

mercoledì 21 dicembre 2016

Rifugiati a distanza. Nuove vittime nel complice silenzio della Fortezza Europa

“L’Europa parla dei migranti come rifugiati solo quando sono distanti, ancora nei paesi di transito o dove imperversa la guerra. Quando riusciamo ad oltrepassare le frontiere diventiamo subito delle cifre e di noi si discute solo come di un problema”. L. viene dal Senegal e ha poco più di venti anni, di cui gli ultimi cinque spesi in viaggio per raggiungere la Fortezza Europa, dove è arrivato tre anni fa. Scandisce le parole del suo discorso cercando di mantenere compostezza e calma, anche se il tono concitato fa trasparire la rabbia, la frustrazione ed il dolore che quotidianamente si trova ad ingoiare.

mercoledì 14 dicembre 2016

Newsletter SICILIAMIGRANTI - Novembre 2016

● Sbarchi estenuanti, respingimenti facili e centri stracolmi: viaggio dentro le criticità del sistema di accoglienza siciliano
● Il futuro negato di chi sopravvive al mare, tra il limbo dei CAS e l'inferno delle campagne
● Sovraffollamento, isolamento ed esclusione. Quando l'accoglienza è business, anche sulla pelle dei minori
● Pozzallo. Approccio Hotspot e diritti violati
● News: Noëmi Landolt racconta a WOZ l'attacco della Guardia Costiera libica alla Sea-Watch 2
● Info e contatti

venerdì 9 dicembre 2016

Migranti, Ue rivaluta impegno dell'Italia negli hotspot. Attivisti: «Raccolta impronte? Un fallimento generale»


La commissione europea ha archiviato i procedimenti di infrazione contro il nostro Paese e la Grecia, in merito alle presunte carenze nei centri di identificazione. Le associazioni, però, rimarcano i pochi risultati della relocation. «L'attuale normativa imprigiona i richiedenti asilo», dichiara Paola Ottaviano di Borderline Sicilia.

Ph. MeridioNews.it

martedì 6 dicembre 2016

Sosta forzata, il tempo che non scorre ad Agrigento

Abbiamo trascorso una giornata con i migranti presenti nel Villaggio Mosè ad Agrigento, incontrando ragazzi ed enti gestori. Dinamiche e prassi che ci sono familiari visto che il sistema le ha consolidate, e le ha rese in molti casi non idonee a far vivere una vita degna alle persone. La nostra visita ha avuto inizio dal CAS  “La mano di Francesco” che si trova sul Viale Cannatello, la strada che dal Villaggio Mosè porta alle spiagge. Quindi, tranne qualche negozio e supermercato nella zona non c'è niente.